Entreremo ora con maggior dettaglio nell'uso dei simboli per una varietà di scopi che vanno dal favorire la comunicazione di un bambino privo di linguaggio orale, alla comprensione di testi e contenuti di apprendimento, alla partecipazione e altro ancora. Nella pagina successiva di questa sezione vedremo poi esempi concreti di alcuni materiali realizzati.

 

C.A.A. e simboli

La Comunicazione Aumentativa Alternativa viene spesso identificata con l'uso dei simboli grafici. "Ah sì, questa è la CAA!" si sente spesso ripetere a persone che stanno osservando un testo simbolizzato o un altro supporto sul quale compaiono simboli grafici. Non è questa la sede per affrontare una conoscenza generale della CAA, cosa che richiede una formazione corposa e articolata, ma è almeno possibile sgombrare il campo da questa scorretta equivalenza. La CAA è un settore della riabilitazione che si avvale, oltre che di specifici assetti teorici, anche di una varietà di tecniche, strumenti, metodologie di analisi e di intervento: l'uso dei simboli è solo una parte di tutto ciò.
In CAA i simboli non sono mai considerati lo strumento per sopperire alle difficoltà di qualunque bambino, ragazzo o adulto non sia in grado di esprimersi col linguaggio e neppure lo strumento utile in qualunque situazione o contesto di vita. La scelta dei provvedimenti da porre in campo in questi casi discende da analisi articolate che prendono in esame le competenze attuali dell'utente, quelle potenziali, i suoi bisogni, le caratteristiche degli ambienti in cui vive e le relazioni che vi svolgono. I simboli non sono necessariamente la risposta a tutto ciò.

 

In cosa consiste l'utilità dei simboli?

I simboli grafici nati nell'ambito della CAA hanno lo scopo di sostituire, mediante una rappresentazione grafica, le parole della lingua parlata o scritta. Questa è la loro caratteristica essenziale.

 

 

In quali situazioni questa sostituzione può rendersi utile?

Quando una persona non è in grado di usare il linguaggio orale per esprimersi e neppure, in sua sostituzione, la scrittura

perché non l'ha ancora appresa, perché non può apprenderla o perché ha perduto questa capacità a causa di un danno neurologico. In questo caso, per esprimersi, la persona può indicare uno o più simboli in successione, sempre a patto che possieda la varietà di competenze coinvolte nell'uso di un sistema di questo tipo.

 

 

Quando un bambino non ha imparato a leggere o legge con difficoltà

e ha così difficoltà a comprendere il contenuto di un testo, sia esso di apprendimento o d'altro tipo. Esistono stili e modalità diversi per simbolizzare un testo scritto: affronteremo questo argomento nella sezione La simbolizzazione del testo.

 

 

In età scolare, una difficoltà di lettura, anche parziale, può rendere faticoso il comprendere e seguire consegne scritte, leggere impegni sul diario, cimentarsi in modo indipendente con un compito o una verifica. I simboli possono così affiancare mezzi di lavoro più tradizionali, come la scrittura, per facilitare la gestione autonoma di compiti ed esercitazioni, per la creazione di schemi e mappe concettuali e altro ancora.

 

 

 

Quando un bambino o un adulto stanno apprendendo l'italiano

e faticano a comprendere la lingua. La situazione più tipica è quella di persone giunte da paesi stranieri che si confrontano con l'apprendimento successivo della L2. I bambini possono incontrare difficoltà a comprendere consegne verbali, il contenuto di una narrazione e altre richieste in ambito scolastico. In questo caso, i simboli possono fornire un "appoggio visuale" al parlato, facilitando la comprensione e l'acquisizione della L2.

 

 

Soprattutto in situazioni di emergenza sanitaria o sociale, gli adulti che non padroneggiano ancora la lingua italiana possono trovarsi in difficoltà a rispondere a molte domande essenziali poste dagli operatori per verificare le condizioni di salute, valutare situazioni problematiche o a comprendere istruzioni che vengono loro fornite. I simboli, appoggiando il parlato a immagini chiare, possono facilitare la comprensione e il dialogo quando non è disponibile un mediatore culturale.

 

 

 

Quando un bambino presenta difficoltà di comprensione a causa di un disturbo specifico di linguaggio o sordità

In questo caso ci si trova in una situazione simile a quella descritta sopra, ma la difficoltà non è transitoria e potrebbe perciò essere utile un uso più ampio e generalizzato dei simboli grafici in numerose attività e situazioni. Possono essere predisposti materiali cartacei da utilizzare in situazioni e ambienti specifici e si può ricorrere anche all'uso di dotazioni tecnologiche per simbolizzare in tempo reale una frase.

 

 

 

Quando un bambino - anche parlante - presenta difficoltà cognitive ed è facilitato da un accesso visuale

all'informazione e alla conoscenza. Molti bambini che trovano difficoltà a comprendere successioni temporali, a seguire i passaggi di una sequenza operativa, a organizzare il pensiero simbolico sono facilitati dal trovare nell'ambiente scolastico un materiale che permetta loro di visualizzare i contenuti educativi. Questa pratica può essere applicata a moltissime situazioni e compiti della vita scolastica.

 

 

 

Avvertenza

Questi sono solo alcuni degli usi possibili dei simboli e, in numerose situazioni, essi si sovrappongono perché uno stesso bambino può beneficiare di più d'una delle soluzioni presentate. Ad esempio, un bambino che presenta difficoltà di comunicazione, potrebbe avere anche qualche difficoltà di comprensione linguistica o cognitiva generale e potrebbe non aver ancora imparato a leggere. Ecco dunque che, in un caso del genere, potrebbero progressivamente essere introdotti usi diversi dei simboli per una pluralità di obiettivi.

Vi ricordiamo che gli esempi mostrati in questa pagina, così come nelle altre, hanno solo lo scopo di illustrare in termini generali l'uso dei simboli per una varietà di attività e situazioni. Cosa fare esattamente per un singolo utente, da dove cominciare, a cosa dare priorità sono scelte che richiedono la collaborazione di personale esperto della CAA o dell'educazione. Considerate questi unicamente come degli spunti.

 

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