Cos'è la riquadratura?

In tutti i sistemi di CAA, la riquadratura - cioè una cornice grafica che circonda e delimita il simbolo - viene utilizzata come griglia per la strutturazione di molti materiali fra cui tabelle, sequenze e scheduling, etc. Lo scopo di questa delimitazione è assimilabile a quella dei tasti di una tastiera: facilita la distinzione dei diversi elementi e identifica con precisione quello che deve essere indicato col dito (o con forme alternative), staccato, attaccato, posto in sequenza con altri, etc.

 

Quando i simboli non sono contenuti in matrici che vengono utilizzate mediante indicazione o costruzione di successioni, ma vengono impiegati, ad esempio, per realizzare testi simbolizzati, l'uso della riquadratura non è sempre rispettato o ricercato.

 

 

 

 

Perchè alcuni usano la riquadratura e altri no?

Premesso che non esiste una letteratura specifica sull’uso della riquadratura nei simboli e sulle motivazioni che eventualmente la sostengono o la negano, la scelta se adottarla o no sembra dipendere da almeno tre fattori che saranno esaminati qui di seguito.

 

La coerenza grafica dei simboli

I sistemi di simboli non sono sempre organizzati secondo regole di composizione grafica stabili, prevedibili, uniformi. E praticamente mai, qualunque sistema di simboli si prenda in esame, ogni simbolo occupa lo stesso spazio degli altri.
Nel caso dei Blissymbols, ad esempio, abbiamo un'elevata coerenza interna del sistema riguardo alle modalità grafiche di rappresentazione (i simboli hanno un forma omogenea e prevedibile) e una grande essenzialità degli elementi che li compongono; tuttavia essi non occupano lo stesso spazio e questo non facilita l'identificazione chiara e inequivocabile degli elementi singoli. Tuttavia, data comunque la presenza di una chiara ridondanza grafica, l'uso della riquadratura viene evitato perché i lettori di questi simboli possono avvalersi della regolarità grafica e la presenza di una cornice, al contrario, potrebbe divenire fonte di un inutile appesantimento visivo.
In questi casi, si ricorre talvolta all'uso di righe per guidare l'occhio alla lettura ordinata da sinistra verso destra e da sopra a sotto, proprio come avviene per la scrittura alfabetica.

 

 

Nei sistemi in cui gli elementi costituenti del simbolo sono disegnati e collocati nella matrice con regole per nulla o non sempre definite a priori e non occupano mai lo stesso spazio, la "lettura" della successione dei simboli può avvalersi meno di quella regolarità grafica vista sopra per i Blissymbols.

 

 

 

In questi casi, l'uso della riquadratura viene sostenuto perché:

(A) essa funge da elemento di coerenza grafica in assenza o carenza di altri;
(B) assume la funzione di legare e delimitare gli elementi che costituiscono il simbolo;
(C) migliora la associazione fra simbolo e parola pronunciata durante la lettura da parte dell'adulto;
(D) facilita l’indicazione dei simboli durante la lettura o il commento del testo, sia da parte degli adulti che del bambino stesso;
(E) favorisce la comprensione delle relazioni esistenti tra i simboli che compongono le frasi.

Molti genitori e specialisti hanno così notato che alcuni bambini sono veramente favoriti dalla presenza della riquadratura quando debbono seguire un testo narrato o "leggerlo" in autonomia, soprattutto se non hanno sufficienti strumenti e competenze di lettura dell'etichetta alfabetica che li accompagna.

 

 

Accento sul simbolo vs accento sul testo

L'uso dei simboli in affiancamento al testo scritto può avere significati diversi.

In alcuni casi, il simbolo accoppiato alla parola funge da rinforzo, conferma, rassicurazione per ragazzi che hanno competenze di lettura e scrittura deboli, ma non ne sono del tutto privi. In questi casi, l'obiettivo è che essi divengano progressivamente sempre più autonomi nell'uso della scrittura e lettura standard per cui il peso prevalente è assegnato al formato del testo e non a quello del simbolo. Ciò che importa è che il testo si presenti il più possibile nella stessa forma dei libri comuni piuttosto che piegarsi a regole grafiche proprie dell'uso dei simboli in ambito CAA.

 

 

In altri casi, il simbolo rappresenta l'elemento essenziale per la comprensione del testo perché le competenze di lettura e scrittura sono assenti o troppo deboli e non è previsto che esse migliorino in modo sufficiente da rendere progressivamente possibile la fruizione del solo testo alfabetico. Ecco allora che le regole di composizione tipografica del testo non sono più così rilevanti, ma lo divengono tutte quelle componenti che possono migliorare la leggibilità del simbolo.

 

 

Tipo di testo

Questo argomento è trattato in modo diffuso nella sezione SIMBOLIZZARE UN TESTO e qui ne accenneremo soltanto.

E' bene ricordare intanto che "testo" può essere un libro, una guida museale, ma anche un cartello segnaletico, un articolo di giornale, il titolo di una pagina di un sito, etc. La necessità di riquadratura andrà dunque valutata caso per caso giacché il suo senso appare dubbio, ad esempio, quando si intenda simbolizzare un cartello segnaletico o un elenco breve di comandi; al contrario, la riquadratura può senz'altro essere considerata per testi più lunghi e articolati.

 

 

Tipologie di riquadratura

La riquadratura può prevedere che il testo associato a ciascun simbolo si trovi all'interno della cornice, posto sopra o sotto l'immagine, come negli esempi

 

 

oppure che sia posto all'esterno, anche in questo caso sopra o sotto l'immagine.

 

 

Alcuni gruppi di utenti e di specialisti utilizzano anche forme di riquadratura colorate le quali hanno lo scopo di marcare, nella frase, sostantivi, verbi, particelle, etc. Anche lo spessore utilizzato per la cornice può variare, andando da molto sottile e decisamente marcato.

La RIQUADRATURA, dunque, può assumere diversi formati e non esiste a livello nazionale o internazionale accordo su uno standard preciso: la riquadratura può essere presente o assente, avere il testo interno o esterno, posto sopra o sotto i simboli, può essere di diverso colore e diverso spessore. Tutte queste scelte dipendono dalle caratteristiche degli utenti del testo che possono preferire una forma piuttosto che l'altra.

 

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